Guida · Segnaletica aziendale
La legge non dà un numero unico: chiede corsie sicure e spazio sufficiente per chi cammina. Qui trovi da dove vengono i valori che circolano, come applicarli al tuo carrello e un esempio di calcolo.
In breve: la larghezza delle corsie per carrelli elevatori non è fissata dalla legge: il D.Lgs. 81/2008 chiede vie sicure e una distanza sufficiente per i pedoni. Una linea guida dello SPISAL ULSS 9 Scaligera suggerisce l'ingombro di carrello o carico più 1 m in senso unico, due ingombri più 1,40 m in doppio senso. Tratto Pieno ne tiene conto disegnando corsie in Lombardia.
Aggiornato a settembre 2026
No. Il D.Lgs. 81/2008 descrive il risultato da ottenere, non la misura:
Chi parla di "larghezza di legge", quindi, sta citando una linea guida, una regola aziendale o un'abitudine. Il quadro completo è nella guida agli obblighi del D.Lgs. 81/2008.
Il riferimento numerico più preciso che abbiamo verificato è il documento sulla viabilità aziendale dello SPISAL, il servizio pubblico di prevenzione nei luoghi di lavoro, dell'Azienda ULSS 9 Scaligera, in Veneto. È una linea guida autorevole ma non vincolante: in Lombardia vale come termine di confronto. Per i carrelli con conducente a bordo consiglia:
| Situazione | Indicazione della linea guida |
|---|---|
| Senso unico | Larghezza del carrello o del carico, la maggiore, più 1 m |
| Doppio senso | Larghezza dei due carrelli o dei due carichi, la maggiore, più 1,40 m |
| Altezza di passaggio | Altezza massima del carrello o del carico più almeno 30 cm |
| Pedoni nello stesso passaggio | Una distanza di sicurezza sufficiente per chi cammina |
Lo stesso documento chiede di delimitare sempre le vie dei carrelli con segnaletica orizzontale. Puoi leggerlo sul sito dello SPISAL ULSS 9 Scaligera.
Si prende l'ingombro più largo tra carrello e carico e si aggiunge un franco, cioè uno spazio libero di sicurezza. In pratica:
Valori ipotetici, solo per mostrare il metodo: carrello largo 1,10 m, carico più largo 1,20 m, altezza massima con il carico 2,40 m.
| Voce | Calcolo | Risultato |
|---|---|---|
| Ingombro di partenza | Il carico è più largo del carrello | 1,20 m |
| Senso unico | 1,20 + 1 | 2,20 m |
| Doppio senso | 1,20 + 1,20 + 1,40 | 3,80 m |
| Altezza di passaggio | 2,40 + 0,30 | almeno 2,70 m |
Attenzione: è un esempio, non una misura da copiare. Contano i dati dei tuoi mezzi e dei tuoi carichi, e la decisione finale spetta alla valutazione dei rischi.
Il senso unico chiede meno spazio ed elimina gli incontri frontali, ma allunga i giri. Il doppio senso serve dove i carrelli vanno e tornano sulla stessa via, per esempio tra baie e stoccaggio. Se lo spazio per il doppio senso non c'è, si può organizzare un anello a senso unico, con frecce e stop agli incroci.
Sono due spazi diversi. La corsia di transito è quella in cui il carrello viaggia carico da un reparto all'altro: qui vale il ragionamento "ingombro più franco". La corsia di lavoro è lo spazio tra due file di scaffalature in cui il carrello si ferma, gira e preleva il bancale.
La larghezza della corsia di lavoro dipende dal tipo di carrello (frontale, retrattile, trilaterale), dalla lunghezza del carico e dal raggio di sterzata: la indica il costruttore del mezzo, e chi progetta le scaffalature ne tiene conto. Chi traccia la segnaletica la riporta a terra, non la inventa. Un errore frequente è usare la corsia di lavoro come via di transito principale, magari attraversata da chi va agli spogliatoi.
In curva il carrello occupa più spazio che in rettilineo, soprattutto con carichi lunghi. Non c'è un valore buono per tutti: si parte dal raggio di sterzata della scheda tecnica e lo si verifica sul posto. Agli incroci contano anche visibilità e linee di arresto, che trattiamo nella pagina sulle corsie per carrelli elevatori.
Anche qui il decreto chiede una distanza "sufficiente" senza fissarla (Allegato IV, 1.4.3). Nel capitolo sui percorsi pedonali, il documento SPISAL indica almeno 1 m per chi cammina senza carichi e queste larghezze minime per gli altri casi:
| Chi passa | Senso unico | Doppio senso |
|---|---|---|
| Persone con carichi portati a mano | 1,20 m | 2 m |
| Persone con transpallet manuale, cioè il carrello a forche spinto a mano | 1,50 m | 2,50 m |
| Persone con transpallet elettrico | 2 m | 3,30 m |
Per i percorsi di persone con disabilità indica 1,20 m, per gli accessi occasionali, come manutenzione e pronto intervento, 0,80 m.
La soluzione più chiara è un percorso separato dalla corsia con una striscia continua e, dove l'urto è probabile, con barriere. I dettagli sono nella pagina sui percorsi pedonali e la segnaletica di sicurezza; per scegliere il colore delle strisce c'è la guida ai colori della segnaletica a pavimento.
Domande frequenti
Per legge non c'è un numero. La linea guida SPISAL suggerisce, in senso unico, la larghezza del carrello o del carico più ingombrante aumentata di 1 metro; resta un riferimento, perché la misura giusta la stabilisce la valutazione dei rischi.
La legge non lo dice. Noi consigliamo di tenerle fuori dalla larghezza utile calcolata, così lo spazio libero resta quello previsto. La stessa linea guida indica strisce di delimitazione larghe almeno 12 cm.
Non automaticamente, perché quei valori vengono da una linea guida. Va però valutata con il RSPP: le soluzioni possono essere un senso unico, limiti di velocità interni, lo spostamento di una linea o di una scaffalatura.
No. Per auto, furgoni e mezzi pesanti il documento SPISAL ha indicazioni proprie, in un capitolo diverso. Se la corsia è all'esterno, vedi la pagina su piazzali e baie di carico.
Segnaletica per magazzini e capannoni
Da sapere: le misure di questa pagina vengono da una linea guida di un servizio pubblico di prevenzione del Veneto e da un esempio con valori ipotetici. Questa guida non sostituisce la valutazione del tuo RSPP.
Preventivo
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