Servizi · Lombardia
Entrate e uscite, sensi di marcia, posti per chi lavora e per chi arriva, posti riservati e passaggi a piedi fino alla porta: disegniamo il parcheggio come un percorso, poi lo segniamo a terra una fila alla volta.
In breve: la segnaletica dei parcheggi aziendali stabilisce da dove si entra, in che verso si gira, chi parcheggia dove e come si arriva a piedi all'ingresso: sensi di marcia, frecce, stalli per categorie, posti riservati alle persone con disabilità e percorsi pedonali. Tratto Pieno la progetta e la realizza in tutta la Lombardia per sedi aziendali, centri commerciali e supermercati, con sopralluogo, planimetria e preventivo scritto.
Aggiornato a settembre 2026
Cosa comprende
Ogni segno risponde a una domanda di chi arriva: da dove entro, dove mi fermo, da che parte esco, come raggiungo la porta.
È il primo segno che si vede dal cancello. Un senso unico ad anello riduce gli incroci e toglie di mezzo chi gira contromano in cerca di posto.
Frecce nei punti in cui si sceglie la direzione e scritte brevi come USCITA o VISITATORI, orientate per essere lette dal posto di guida.
Dipendenti, visitatori, fornitori, auto aziendali: ogni gruppo ha la sua zona, riconoscibile da scritte nello stallo e da un cartello all'inizio della fila.
I posti per le persone con disabilità vanno vicino all'ingresso e a contatto con il percorso pedonale, con simbolo a terra e segnale verticale.
Un passaggio delimitato dalle file di stalli alla porta, che taglia le corsie dove chi guida vede bene. Il tema è approfondito nella pagina sui percorsi pedonali e la sicurezza.
Corrieri e furgoni si fermano in un'area a parte, vicina al punto di consegna. Se arrivano camion alle baie, il progetto continua sul piazzale e nelle baie di carico.
Si parte dai flussi, non dalle strisce: al sopralluogo guardiamo da dove arrivano le auto nelle ore di punta, dove si formano le code e che strada fanno le persone a piedi.
Con molti posti il senso unico aiuta quasi sempre: chi cerca posto gira in un verso solo e all'uscita non incrocia chi entra. Le frecce vanno poche e nei punti di scelta, cioè ingresso, incroci tra corsie e uscite. Le indicazioni importanti si ripetono con un cartello visibile da lontano, e segno a terra e cartello devono dire la stessa cosa.
Di solito i visitatori stanno vicino all'ingresso, i dipendenti nelle file più lontane, i fornitori in un'area con accesso diretto alla ricezione merci. Per moto e biciclette basta una zona delimitata fuori dalle manovre. La disposizione degli stalli, a pettine, a spina o in linea, dipende da corsie e manovre reali.
Su un rettilineo dove si corre, o prima di un passaggio pedonale, si possono aggiungere dossi modulari; dissuasori e archetti tengono libere le zone da non occupare (vedi dossi, dissuasori e specchi). All'aperto il materiale deve reggere sole, pioggia e sterzate: il confronto è nella guida a vernice, resina e nastro.
Dipende dal parcheggio e dalla norma che si applica. Nei parcheggi dei nuovi edifici, o di quelli ristrutturati, e nei loro spazi esterni, il DM 14 giugno 1989 n. 236 chiede almeno 1 posto riservato ogni 50 o frazione di 50, largo almeno 3,20 m e vicino agli accessi (punto 8.2.3).
| Riferimento | Dove si applica | Cosa chiede | Tipo |
|---|---|---|---|
| DM 236/1989, punto 8.2.3 | Edifici privati nuovi o ristrutturati e loro spazi esterni (art. 1) | 1 posto ogni 50 o frazione, largo almeno 3,20 m, segnalato, accanto ai percorsi pedonali e vicino all'accesso | Obbligo nel suo campo |
| DPR 503/1996, art. 10 | Edifici e spazi pubblici | Rinvia al DM 236/1989; negli stalli paralleli al senso di marcia deve passare una carrozzina tra due auto (bastano 6 m di lunghezza); ammessi i dissuasori | Obbligo |
| DPR 495/1992, art. 149 | Aree soggette al Codice della strada | Stalli per persone invalide delimitati in giallo, con simbolo e spazio per aprire la portiera | Obbligo sulle aree a uso pubblico |
Il posto riservato si progetta insieme al percorso verso l'ingresso: il punto 4.2.3 del decreto considera accessibile un parcheggio allo stesso livello dei percorsi pedonali o collegato a essi da rampe o apparecchi di sollevamento. Se l'edificio non è nuovo e non ci sono lavori, chiedi al tuo tecnico quali prescrizioni valgono; posti riservati ben segnalati restano comunque una buona pratica. Il testo dell'art. 10 è su Normattiva.
Quando l'area è aperta all'uso pubblico: il Codice della strada (D.Lgs. 285/1992, art. 2) chiama strada l'area a uso pubblico, a prescindere da chi ne è proprietario. Nel parcheggio di un centro commerciale o di un supermercato è quindi prudente seguire il regolamento sugli stalli (DPR 495/1992, art. 149), con strisce da 12 cm e posti per persone invalide in giallo.
Nel parcheggio interno di un'azienda, chiuso al pubblico, contano soprattutto le regole sulla sicurezza del lavoro; il D.Lgs. 81/2008 (art. 163, comma 3) permette comunque di usare, se del caso, i segnali stradali per il traffico interno. I dettagli sono nella guida agli obblighi del D.Lgs. 81/2008.
Da sapere: interveniamo solo dentro le aree private. Strisce e posti riservati sulla strada comunale fuori dal cancello li decide e li fa eseguire il Comune.
Cambiano il ritmo e chi guida: i clienti non conoscono il parcheggio e scendono con borse, bambini e carrelli della spesa. Servono quindi:
Per i piani interrati trovi le indicazioni nella pagina su garage e autorimesse.
Come lavoriamo
Chiudiamo un settore alla volta e ti mandiamo prima il calendario da girare a dipendenti o clienti.
Misuriamo l’area, controlliamo il pavimento o l’asfalto e capiamo come si muovono ogni giorno mezzi e persone.
Ricevi una planimetria con la segnaletica prevista, i materiali proposti e un preventivo chiaro, voce per voce.
Lavoriamo per zone, nei giorni e negli orari concordati, così l’attività può continuare.
Controlliamo il lavoro insieme e ti lasciamo le indicazioni per pulizia, ritocchi e manutenzione.
Domande frequenti
Le questioni che pongono più spesso facility manager, titolari e responsabili dei punti vendita.
Dipende da chi può entrare. Se l'area è aperta al pubblico è prudente seguirne le regole, perché il Codice guarda all'uso pubblico e non alla proprietà. Se è riservata a dipendenti e fornitori contano soprattutto le regole sulla sicurezza del lavoro.
Sì. Chiudiamo un settore per volta, con un calendario che ricevi prima e puoi girare a dipendenti o clienti. Nei punti vendita si può concordare di lavorare prima dell'apertura o nei giorni di chiusura.
Per edifici nuovi o ristrutturati e loro spazi esterni il DM 236/1989 chiede almeno 1 posto ogni 50 o frazione, largo almeno 3,20 m; per edifici e spazi pubblici vale il DPR 503/1996. Negli altri casi verifica con il tuo tecnico.
Il comune, una misura indicativa o una planimetria, qualche foto e gli orari in cui il parcheggio è meno pieno. Se ci sono regole interne su chi parcheggia dove, portale al sopralluogo. Il metodo completo è nella pagina come lavoriamo.
Preventivo
Indicaci il comune e più o meno quanti posti ci sono: fissiamo il sopralluogo e ti mandiamo planimetria e preventivo scritto.