Servizi · Lombardia
Separare chi cammina da chi guida: percorsi delimitati a terra, attraversamenti interni, zone di rispetto intorno a macchine e baie, ostacoli segnalati e cartelli di sicurezza forniti e installati.
In breve: i percorsi pedonali aziendali separano chi lavora a piedi da carrelli e altri mezzi: passaggi delimitati a terra, attraversamenti interni, zone di rispetto intorno a macchine e baie, pilastri e spigoli a bande, cartelli di sicurezza. Tratto Pieno li realizza in tutta la Lombardia seguendo la valutazione dei rischi della tua azienda e le indicazioni del RSPP.
Aggiornato a settembre 2026
Cosa comprende
Segnaletica a terra e cartelli progettati insieme, perché dicano la stessa cosa a chi cammina e a chi guida.
Corridoi pedonali con bordo continuo e, dove serve più evidenza, campitura del fondo o pittogramma del pedone ripetuto lungo il tragitto.
Zebrature nei punti in cui il percorso a piedi taglia una corsia, con la linea di arresto per i carrelli. È segnaletica aziendale, disegnata sul tuo reparto.
Segnalazioni davanti alle uscite di uffici, spogliatoi e servizi che danno su una corsia, e porte pedonali accanto ai portoni.
Aree delimitate intorno a macchine, presse, baie e zone di carica, dove non si sosta e non si appoggia materiale.
Bande giallo e nere o rosse e bianche su pilastri, spigoli, travi basse, bordi delle banchine e gradini.
Divieto, avvertimento, prescrizione, salvataggio e antincendio: li forniamo e li installiamo a parete, su palo o sulle scaffalature.
Seguendo le persone, non le pareti. Prima di tracciare guardiamo dove si cammina davvero: dal parcheggio all'ingresso, dagli spogliatoi alle postazioni, dal reparto ai servizi, alla mensa e alle uscite. Un percorso che allunga il giro viene ignorato, e si torna a tagliare tra i carrelli.
La legge chiede una distanza di sicurezza sufficiente per i pedoni dove circolano mezzi, e vie dei veicoli lontane da porte, passaggi pedonali e scale (D.Lgs. 81/2008, Allegato IV, 1.4.3–1.4.4). Le larghezze suggerite da una linea guida pubblica sono nella guida alla larghezza delle corsie.
Vanno dove il percorso incontra davvero la corsia, in un punto visibile da entrambe le parti, mai subito dopo una curva cieca. Prima della zebratura il carrello trova una linea di arresto; il resto dell'incrocio lo disegniamo con le corsie per carrelli elevatori.
Una porta che si apre direttamente su una via dei mezzi è uno dei punti più rischiosi. L'Allegato IV (1.4.14) chiede barriere contro l'investimento o, se non è possibile, segnalazioni adeguate; accanto ai portoni per i veicoli servono porte pedonali segnalate e sgombre, salvo che il passaggio sia comunque sicuro (1.6.8). Lo stesso ragionamento vale in garage e autorimesse, dove i percorsi portano a scale e ascensori.
Con bande alternate giallo e nere o rosse e bianche, inclinate di circa 45° e proporzionate all'ostacolo (D.Lgs. 81/2008, Allegato XXVIII, punti 1.1–1.3). Si usano su pilastri lungo le corsie, testate delle scaffalature, travi basse, bordi di banchine e gradini.
Per le zone di pericolo, come l'area di lavoro di una pressa o di un robot, l'Allegato IV (1.4.6–1.4.8) chiede dispositivi che impediscano l'accesso ai non autorizzati e una segnalazione chiaramente visibile. La linea a terra delimita, ma non ferma nessuno: la segnaletica completa le protezioni, non le sostituisce (art. 163). Il significato di ogni colore è nella guida ai colori della segnaletica a pavimento.
Tutti quelli previsti dall'Allegato XXV del D.Lgs. 81/2008, che ne fissa forma e colori, con pittogrammi conformi alla norma tecnica UNI EN ISO 7010:2025.
| Tipo | Forma e colori | Esempi |
|---|---|---|
| Divieto | Rotondo, pittogramma nero su bianco, bordo e banda rossi | Vietato l'accesso ai pedoni, vietato fumare |
| Avvertimento | Triangolare, pittogramma nero su giallo, bordo nero | Carrelli in movimento, pericolo di inciampo |
| Prescrizione | Rotondo, pittogramma bianco su azzurro | Obbligo di calzature di sicurezza o di indumenti ad alta visibilità |
| Salvataggio | Quadrato o rettangolare, pittogramma bianco su verde | Uscita di emergenza, pronto soccorso |
| Antincendio | Quadrato o rettangolare, pittogramma bianco su rosso | Estintore, idrante |
Quanto deve essere grande un cartello? L'Allegato XXV dà una regola indicativa: la superficie in metri quadrati deve superare il quadrato della distanza di lettura, in metri, diviso 2000, fino a circa 50 m. Per esempio, un cartello da leggere a 20 m deve superare 0,2 m². Va posto all'ingresso della zona di rischio o vicino al rischio, a un'altezza adatta e in un punto ben illuminato, e tolto quando non serve più.
Il datore di lavoro, con il RSPP, sulla base della valutazione dei rischi. Noi facciamo proposte concrete al sopralluogo, le riportiamo in planimetria e realizziamo la versione approvata, di solito insieme al resto della segnaletica per magazzini e capannoni. Gli obblighi di legge sono riassunti nella guida agli obblighi del D.Lgs. 81/2008.
Domande frequenti
No. Il Titolo V del D.Lgs. 81/2008 non si applica alla segnaletica stradale (art. 161, comma 2): dentro l'azienda gli attraversamenti sono segnaletica di sicurezza, disegnata sul tuo reparto. Per il traffico interno si possono usare, se del caso, anche segnali stradali come lo stop (art. 163, comma 3).
Nessuna norma fissa un colore per i percorsi pedonali: contano il contrasto con il pavimento e una legenda aziendale coerente. Meglio evitare le bande giallo e nere, che indicano già ostacoli e punti di pericolo.
Non sempre. Dove l'urto è probabile servono anche barriere, archetti o parapedonali, e la segnaletica resta una misura che si aggiunge alle altre. Dissuasori e archetti li trovi nella pagina su dossi, dissuasori e specchi.
Sì, per zone e nei giorni concordati. Un percorso si può realizzare a tratti, con una deviazione provvisoria segnalata; vicino alle macchine si lavora quando sono ferme, d'accordo con il responsabile di reparto.
Preventivo
Descrivi l'area e i punti in cui persone e carrelli si incrociano: dopo il sopralluogo ricevi planimetria e preventivo scritto.