Guida · Segnaletica aziendale
Un confronto senza cifre tra i materiali per le strisce di magazzini e capannoni: come reggono i carrelli, quanto tengono chiusa l'area, cosa chiedono al pavimento e quanto è facile cambiarli.
In breve: la vernice per segnaletica a pavimento monocomponente va bene per traffico leggero e ritocchi, la bicomponente epossidica o poliuretanica regge meglio i carrelli, la resina a spessore serve dove l'usura è forte e il nastro conviene se il layout cambia spesso. Decidono pavimento, traffico e preparazione del fondo. Tratto Pieno propone il materiale dopo il sopralluogo, in tutta la Lombardia.
Aggiornato a settembre 2026
Le opzioni
Sei famiglie, con molte varianti da un produttore all'altro. Le caratteristiche precise di ogni prodotto stanno nella sua scheda tecnica.
Pronta all'uso, all'acqua (acrilica) o a solvente, asciuga all'aria. È la soluzione più semplice per aree con poco traffico e per i ritocchi; sotto i carrelli si consuma prima delle altre.
Base e indurente da miscelare poco prima della posa: indurisce per reazione chimica e forma un film più duro. L'epossidica è pensata per gli interni, la poliuretanica regge meglio la luce del sole.
Uno strato più spesso, steso a spatola o colato, che diventa una superficie continua. Si usa su corsie molto battute e campiture ampie; chiede un fondo preparato con cura e un fermo più lungo.
Striscia in PVC o vinile già colorata, incollata sul pavimento pulito. Si usa in genere subito dopo la posa e si toglie senza lavorazioni pesanti. I nastri rinforzati, più spessi, reggono meglio transpallet e carrelli.
Frecce, angolari, impronte di bancali, simboli di pedone o di divieto già sagomati. Completano le strisce con indicazioni che si leggono al primo sguardo, senza dipingere a mano ogni simbolo.
Su asfalto si usano prodotti nati per la strada: vernice spartitraffico, termoplastico, steso a caldo in strato spesso, e plastico a freddo, spesso a base di MMA, una resina che indurisce in fretta.
La tabella li mette a confronto in modo qualitativo. Resistenza e tempi di riapertura precisi li danno le schede tecniche del prodotto, e cambiano con temperatura e umidità.
| Materiale | Traffico che regge | Fermo dell'area | Fondo richiesto | Cambiare layout | Dove |
|---|---|---|---|---|---|
| Vernice monocomponente | Pedoni, transpallet, traffico leggero | Breve | Pulito, sgrassato, asciutto | Si ripassa con facilità; per toglierla serve una levigatura | Interni ed esterni, secondo il prodotto |
| Vernice bicomponente | Da medio a intenso, carrelli compresi | Più lungo: deve indurire | Irruvidito meccanicamente, primer se previsto | Difficile da togliere | Epossidica all'interno, poliuretanica anche dove arriva il sole |
| Resina a spessore | Intenso, anche nelle zone di sterzata | Il più lungo | Preparazione meccanica accurata | Molto difficile: è quasi un rivestimento | Interni |
| Nastro in PVC | Pedoni e mezzi leggeri | Minimo | Liscio, pulito, senza polvere né umidità | Facile: si stacca e si riposiziona | Interni, fondi lisci |
| Nastro rinforzato | Transpallet e carrelli, con attenzione alle curve | Minimo | Come il nastro in PVC | Facile | Interni |
| Materiali stradali | Auto e mezzi pesanti all'aperto | Variabile secondo il prodotto | Asfalto o calcestruzzo pulito e asciutto | Si tolgono con una fresatura | Esterni |
Da sapere: due prodotti della stessa famiglia possono comportarsi in modo diverso. Nel preventivo trovi il nome del materiale proposto per ogni zona, e ti consegniamo la sua scheda tecnica per confrontarlo.
Partendo dal pavimento, perché lo stesso prodotto aderisce bene su un fondo e male su un altro.
Un getto recente contiene ancora acqua e ha in superficie un velo fragile, il lattime, che va tolto. Prima di stendere bisogna aspettare che il calcestruzzo sia asciutto quanto chiede la scheda tecnica del prodotto.
Qui i problemi sono olio, polvere e resti di vecchie strisce. Si sgrassa, si aspira, spesso si irruvidisce; crepe e buche vanno sistemate prima, perché la striscia copia i difetti del fondo.
Serve un prodotto compatibile con la resina esistente, che vi aderisca senza rovinarla: conviene una prova in un punto poco visibile. Su una resina liscia, pulita e sgrassata anche il nastro trova un buon appoggio.
Sono poco porose e le vernici attaccano male senza un primer adatto; le fughe interrompono la linea. In molti casi conviene il nastro o un prodotto indicato dal produttore per quel fondo.
All'aperto pesano sole, pioggia, gelo e ruote dei camion, e si lavora con i materiali per la segnaletica stradale. Le loro prestazioni per gli utenti della strada sono descritte dalla norma tecnica UNI EN 1436:2018: visibilità di giorno e di notte, colore, resistenza allo slittamento. Non è pensata per i cortili privati, ma è un riferimento utile; il lavoro nelle aree esterne è descritto nella pagina su piazzali e baie di carico.
Molto, subito dopo il pavimento.
Se le scaffalature restano ferme per anni conviene un materiale durevole; se il reparto cambia spesso disposizione il nastro si toglie senza cancellazioni pesanti. Si possono combinare: bicomponente sulle corsie principali, nastro nelle aree che cambiano. Il progetto completo è descritto nella pagina sulla segnaletica per magazzini e capannoni.
Perché ogni materiale dura quanto la sua presa: una bicomponente stesa sulla polvere può staccarsi prima di una monocomponente posata su cemento ben preparato. Contano:
Come organizziamo queste fasi in cantiere lo trovi in come lavoriamo.
L'antiscivolo sì, dove il pavimento si bagna o è in pendenza; le microsfere di rado. Il D.Lgs. 81/2008 chiede pavimenti antisdrucciolevoli (Allegato IV, punto 1.3.2) e una striscia liscia e bagnata può diventare un punto critico: molti prodotti ammettono granuli antiscivolo, come indica la scheda tecnica. Le microsfere di vetro rimandano la luce dei fari e rendono le strisce visibili di notte: per la strada le regolano la UNI EN 1423 e la UNI EN 1424, e servono soprattutto su piazzali e parcheggi esterni.
Domande frequenti
Nastro, vernice o resina: i dubbi più comuni prima di scegliere.
Dipende dal nastro e da come passano i carrelli. Un nastro in PVC regge bene pedoni e transpallet manuali; nelle corsie dei carrelli si usano nastri rinforzati e, dove i mezzi sterzano spesso, conviene una vernice bicomponente. Il punto debole del nastro sono i bordi, che in curva possono sollevarsi.
Solo se la vecchia striscia è ben attaccata e il nuovo prodotto è compatibile. Se il vecchio strato si sfoglia, la vernice nuova si stacca con lui: va tolto prima, come spieghiamo nella pagina su rifacimento e cancellazione della segnaletica.
Il nastro, che in genere si usa subito dopo la posa, e poi la vernice monocomponente. Bicomponenti e resine devono indurire e fermano la zona più a lungo. I tempi esatti per pedoni e mezzi li indica la scheda tecnica di ogni prodotto.
Possono, se la superficie è molto liscia e si bagna. Nelle zone con liquidi e sulle rampe si aggiunge al prodotto un granulo antiscivolo, quando la scheda tecnica lo prevede.
Preventivo
Descrivici pavimento e traffico: dopo il sopralluogo ti proponiamo il materiale adatto con la sua scheda tecnica e un preventivo scritto.